I prezzi dell'handmade e i clienti



Abbiamo già parlato degli elementi fondamentali necessari a stabilire quanto far pagare i tuoi prodotti handmade. Oggi continuiamo l’argomentazione introducendo un altro fattore importante: i clienti!
Se ti sei persa l’articolo e il video riguardo come calcolare i prezzi dei tuoi articoli fatti a mano, guarda QUI e QUI, e sappi che nel Gruppo Facebook della Craftroom abbiamo fatto un po’ di dibattito sull’argomento ed ho dato qualche consiglio e spunti di riflessione, ma adesso… continuiamo!

Troppo spesso, a mio parere, il cliente diventa un fattore determinante nella decisione riguardo i prezzi degli articoli handmade.
Solitamente ci si lamenta del fatto che i clienti non apprezzano o non danno valore all'handmade, ma poi -altrettanto frequentemente- sento frasi come “Ma se do il giusto prezzo, poi non vendo, quindi mi devo adeguare!”
Alt! Fermi tutti!

Il cliente vorrà sempre spendere di meno,
se ne avrà la possibilità!


Io sono convinta che tu, lavorando con amore e passione, spesso perdi la nozione del tempo e trascorri con l’ago in mano molte più ore di quel che credi, ti tuffi nei particolari e rendi i tuoi oggetti sempre più rifiniti e sempre più preziosi proprio perché ami ciò che fai.
Questo deve restare nei tuoi prezzi: è un valore molto più grande del costo delle materie prime, è un valore che si aggiunge al prezzo della tua manodopera, al calcolo effettivo del tempo usato per creare quel pupazzo o quel ciondolo!

La ricercatezza del dettaglio è valore!
La cura e la precisione sono valori!
E sono l’essenza stessa del lavoro artigianale!

Fatto a mano è fatto meglio.
Fatto meglio vuol dire più costoso.


…E “fatto a mano” costa di più che “fatto industrialmente” e più ancora che “cineseria”. Giusto?

Non uso a caso la parola “cineseria”: spesso viene usata in frasi come "Vogliono pagare i miei oggetti come cineserie".
La parola "cineseria" è associata a “cosa di poco valore, chincaglieria”, ma in un'altra prospettiva porta anche ai concetti di “sfruttamento” e “lavoro sottopagato”.
Rifletti su queste parole specifiche.

Se dal prezzo di ciò che vendi togli il valore più profondo del lavoro artigianale, allontani sempre di più i tuoi articoli dal concetto di artigianato (ricercato, curato, di valore), e li avvicini inesorabilmente al concetto di prodotto industriale (fatto in serie, standardizzato, che punta alla quantità più che alla qualità) se non addirittura a quello di cineseria. 

Tu mi puoi dire che il valore di quello che fai è ben visibile e non lo togli assolutamente: curi i particolari e i dettagli, lavori con amore e passione e tieni alto il buon nome dell’handmade!
Perfetto! E’ così che dev’essere, visto che fai lavori artigianali e fatti a mano!
…Ma allora perché sei disposta a calare il prezzo?
Hai paura di perdere un cliente che vuole un prezzo da chincaglieria applicato al lavoro artigianale in cui hai messo tutto il tuo amore?
E’ questo il tipo di clienti che vuoi attrarre?

Non è solo il cliente a sbagliare, ma sei soprattutto tu!


I prezzi che attribuisci ai tuoi oggetti danno un’idea del loro valore intrinseco e non solo del loro costo oggettivo, che pur comprende anche la tua manodopera.
Nella testa del cliente inesperto (ma è un meccanismo automatico per chiunque) si associa un prezzo basso ad un prodotto di scarso valore.

Se togli il tuo amore o la qualità di ciò che fai,
i tuoi oggetti diventano più "chincaglierie".
Se togli valore ai prezzi, il tuo lavoro diventa sottopagato.

Quindi no! Non abbassare assolutamente i tuoi prezzi per un “capriccio di legittima ignoranza” del tuo cliente!

Il cliente non è un artigiano, e neanche una crafter! Non è tenuto a sapere anticipatamente tutto il lavoro che c’è dietro ad un articolo e, ancor meno è tenuto a saper valutare economicamente tutto questo.

Il tuo cliente non sei tu e quindi vede il mondo con i suoi occhi, non certo con i tuoi!
Tu però puoi aiutarlo a capire il tuo mondo e il mondo che sta dietro ai tuoi articoli.

E’ per questo che l’errore più grande lo fai tu a porti dubbi riguardo la correttezza dei tuoi prezzi se ti vien fatta una richiesta di sconto o se qualcuno commenta che i tuoi prezzi sono alti, se sai di averli calcolati correttamente!
Se tu sai dare un senso pieno ad ogni elemento su cui ti sei basata per calcolare i prezzi dei tuoi articoli, non restare intrappolata nei dubbi: tieniti stretti i tuoi conteggi giusti e aggrappati ad essi per resistere alla tentazione di voler accontentare tutti!
Se oggi concedi uno sconto, domani ne dovrai concedere due: uno al primo cliente che torna, e l’altro al cliente nuovo che ha avuto il tuo nome dal primo (che certamente gli avrà detto quanto tu sei generosa)!
A furia di abbassare i prezzi per paura
o senso di inadeguatezza e scarsa autostima
,

la tua attività creativa non potrà mai decollare,

perché non avrà mai sufficienti fondi, né economici,
nè morali legati alla tua soddisfazione edal tuo slancio emotivo.


Ricordati che ogni euro che concedi come sconto, lo stai togliendo dall’unica voce di guadagno del tuo conteggio: la tua manodopera, che comprende l’esperienza, la passione, la cura dei dettagli ed il tuo tocco magico di unicità… ossia dal valore che tu dai al tuo lavoro!

Se tu ti svaluti, come possono valutarti gli altri?


Nel Gruppo Facebook della Craftroom ogni settimaa parliamo di temi legati al mondo della creatività. E' un'occasione importante per avere consigli e spunti di riflessione nuovi e per poterti confrontare con altre creative oltre che con me!
Insomma... non puoi mancare proprio tu! Iscriviti QUI.

Ed ora, se già non l'hai visto, ti lascio il video legato a questo mio articolo:



Elisa - Creaidee

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