La ruota cromatica

Ciao!
Oggi realizziamo insieme la ruota cromatica.
Preparati, perché sarà una bella avventura ricca di scoperte!

Oggi avevo proprio voglia di giocare con i colori. Avevo voglia di mettere a frutto quel che avevamo detto nelle lezioni sulla teoria dei colori (Le hai lette, vero? No?!? Allora Clicca QUI e raggiungici! ^_* )
Avevo voglia di riprendere confidenza con quegli aspetti ormai più che noti dei colori primari.

E’ una cosa strana… Hai presente quando vai per la prima volta a casa di qualcuno? Tutto è nuovo. Ti guardi attorno scoprendo ogni minimo dettaglio. Tutto ti colpisce, e non vuoi perderti nessun particolare. E' un modo per conoscere e capire la persona che abita quella casa.
Poi inizi a frequentare quella casa e quegli oggetti, quei particolari… son tutti lì come sempre. Il portafoto, il cuscino sul divano, il centrino al centro del tavolo. Diventano conosciuti, familiari, noti.
Dopo un po' non c’è più niente da scoprire, e via via si perde anche il gusto di guardare, e poi anche quello di vedere. Il normale diventa invisibile.

Capita anche quando si lavora sempre con gli stessi strumenti. Arrivi a conoscerli così bene che li dai per scontati. E’ bello invece riscoprirli, di tanto in tanto.
Ed io oggi colgo la palla al balzo: ti insegno a giocare con i colori ed a scoprirli –forse per la prima volta- e ne approfitto per gustarmeli di nuovo anche io, che li conosco da un bel po’ e riscoprirli ancora una volta.


PS: Consiglio vivamente questo esercizio pratico a tutte le persone che usano i colori non solo per dipingere o disegnare, ma anche a chi usa ad esempio il fimo o le paste modellabili, a tutti coloro che si trovano a mescolare colori… in qualsiasi forma siano! Sì, anche chi vuole fare cake design troverà molto prezioso e utile questo lavoretto creativo!


Realizziamo la ruota cromatica
Ecco quello che ci occorre:
1. Un cartoncino bianco
2. Un compasso
3. Squadre e matita
4. Colori acrilici primari
5. Colore acrilico bianco e colore acrilico nero
6. Pennelli
7. Piatto o tavolozza



Mi dispiace, la prima parte del lavoro sarà un po’ tecnica, ma è essenziale. Quindi stringiamo i denti e procediamo: durerà poco! ^_*



Prendiamo il compasso e ne misuriamo l’apertura a 10 centimetri. Tracciamo una circonferenza sul cartoncino, ottenendo così un cerchio con un diametro di 20 centimetri.

Riduciamo adesso l’apertura del compasso a 8 centimetri. Puntiamo l’ago nello stesso identico punto di prima e tracciamo un altro cerchio, interno al primo. Concentrico.

Facciamo lo stesso riducendo ancora l’apertura del compasso: 6 centimetri, poi 4, poi 2. Otteniamo 5 cerchi concentrici, come vedi qui accanto.


Prendiamo ora una squadra e tracciamo una linea che attraversi i 5 cerchi
passando esattamente sul punto centrale.
Usando ora anche l’altra squadra, tracciamo una linea perpendicolare a quella appena disegnata.
Anche questa deva passare per il centro e deve toccare due punti del cerchio più grande.
In poche parole banali abbiamo fatto una croce sui cerchi.

Per comodità di descrizione di questi passaggi, diamo un nome ai punti in cui le linee rette
toccano il cerchio esterno. Ognuno di questi si chiamerà con una lettera: A, B, C e D
(Sì, lo so: è l’apoteosi della fantasia!)


Apriamo il compasso a 10 centimetri. Puntiamo l’ago sul punto A e muovendolo come per tracciare una nuova circonferenza, segnamo solo i punti in cui tocca il cerchio esterno.
Facciamo la stessa cosa puntando l’ago del compasso sui punti B, C e D.
In questo modo avremo segnati altri 8 punti sulla circonferenza esterna.

Prendiamo di nuovo una squadra e tracciamo delle linee rette che uniscano ciascun punto al suo punto opposto, passando per il centro. Realizziamo così gli “spicchi” della nostra ruota: ne abbiamo creato la struttura di base!



Ora possiamo tirare un sospiro di sollievo: possiamo mettere da parte quel che abbiamo usato fino ad ora. Teniamo solo il cartoncino disegnato, e prendiamo pennelli, piatto e colori: ora si inizia a giocare!


Prendiamo il colore acrilico giallo primario. Usando un pennello stendiamo il colore puro nel “riquadro” centrale di uno degli spicchi. Sì, uno spicchio a caso… per ora! Adesso mescoliamo il giallo a del bianco e coloriamo il riquadro posto al di sopra di quello appena colorato. Aggiungiamo ora al giallo appena creato un’altra dose di bianco e coloriamo il riquadro più esterno dello spicchio.


Vi ricordate la nostra prima lezione? Colore Giallo + Bianco = ?
…. Giallo paglierino!!!!
Ovviamente sto scherzando! Abbiamo fatto due diverse tinte del giallo primario.
E sì, di solito definiamo questa tinta giallo paglierino.
Più bianco mettiamo, più la tinta diventa chiara e pastellata.
Ovviamente su questa ruota cromatica abbiamo messo solo 2 riquadri al di sopra di quello del “colore puro”, ma ne avremmo potuti mettere centinaia. Sarebbero state le infinite tinte che vanno dal giallo primario al bianco. Oltre al giallo paglierino, molto più vicino al bianco, ci troveremmo anche l'avorio.
…Ma questo l’avevi già intuito, vero?


Forza, continuiamo!
Prima che il colore si asciughi, puliamo il pennello ed asciughiamolo bene.


Prendiamo un poco di nero ed aggiungiamolo al colore acrilico giallo sulla nostra tavolozza.
Con questo nuovo risultato, coloriamo la porzione di spicchio al di sotto del giallo puro.
Noti anche tu che è un colore più olivastro? Aggiungiamo ancora del nero ed andiamo a colorare la porzione più centrale del nostro spicchio.
Come la chiameremmo questa seconda sfumatura? “Fango”, probabilmente.



A questo punto facciamo lo stesso identico gioco che abbiamo fatto con il giallo,
usando il colore rosso primario, o magenta
 Lasciamo vuoti 3 spicchi a destra di quello giallo,
e coloriamo il riquadro centrale del 4° spicchio con il magenta puro.

Poi creiamo le tinte aggiungendo bianco e ancora bianco, ottenendo due diversi punti di rosa.
Puliamo il pennello
e al colore rosso primario aggiungiamo il nero, in due quantità differenti. Interessante, vero? Abbiamo ottenuto un color bordeaux ed un color melanzana.


Altri tre spicchi più in là, ed è il turno del blu ciano!
Aggiungendo il bianco otteniamo due diverse tinte di azzurro, ed aggiungendo il nero otteniamo due diverse sfumature più scure.

Modificando la percentuale di bianco o di nero, otterremo tinte e sfumature differenti.
Ma ricordatevi che non stiamo
aggiungendo del grigio!

Se dalla prima tinta ottenuta, volessi ottenere un colore più simile al primario, non dovrei aggiungere il nero (perché in quel caso nella mia composizione di colore ci sarebbe il blu, il bianco e il nero), ma dovrei aggiungere solo il blu primario!


Ok… Adesso che abbiamo creato gli spicchi dei colori primari, possiamo procedere con i secondari!

Se è necessario, puliamo il piatto che usiamo come tavolozza:
ci fa comodo avere un po’ di spazio a disposizione per mescolare i colori!

Prendiamo il giallo ed il blu. Li mescoliamo in parti uguali.
Otteniamo un bel verde molto carico. E’ esatto? Perfetto! 

Mentre coloriamo il riquadro centrale dello spicchio intermedio fra quello giallo e quello blu, ti svelo un altro piccolo “segreto” utile: più un colore è chiaro, meno “tinge”. Lo avrai notato certamente anche tu colorando gli spicchi dei colori primari! Quanto nero è servito perché il giallo risultasse più scuro? E quanto bianco è servito perché lo stesso giallo primario risultasse più chiaro? Molto di più, ovviamente!
Ricordiamoci questa regolina per sprecare meno colore: se devo ottenere un colore più scuro, aggiungo al colore più chiaro l’elemento più scuro in piccole quantità. Se non è sufficiente, aggiungo ancora un’altra piccola dose di elemento scuro e procedo così fino ad ottenere quel che voglio. Se faccio l’errore di aggiungere subito tanto scuro, quanto chiaro dovrò usare per rimediare? Quanto colore consumerò rispetto a quello che realmente mi serve?
Ricordiamoci che il colore che buttiamo via per pulire pennelli e tavolozza sono nostri soldi sciacquati via nell’acqua e che vanno ad inquinare i nostri mari.

Come abbiamo fatto prima, aggiungiamo del bianco per ottenere la prima tinta di verde, e ne aggiungiamo ancora per ottenere la seconda tinta.
Puliamo il pennello e procediamo con l’aggiunta del nero al nostro colore iniziale: il verde secondario.
Aggiungendo il nero otteniamo delle sfumature cupe e buie.
Per ottenere un verde più scuro quindi non dobbiamo aggiungere al nostro verde il nero, ma altro blu. Otterremo così un colore più scuro, ma comunque di eguale brillantezza e livello di luminosità.
Ooops! E’ esattamente quello che faremo adesso!

Mescoliamo il verde secondario e il blu primario in parti uguali, e iniziamo a colorare lo spicchio corrispondente, partendo come sempre dal riquadro centrale. Aggiungiamo bianco per le tinte e poi nero per le sfumature.
Guardate quanti colori “difficili” stiamo creando solo usando i colori primari, il bianco e il nero! Abbiamo appena creato il verde acqua e il verde petrolio! Non è fantastico?


Puliamo i pennelli e continuiamo!
Questa volta uniamo il verde secondario e il giallo. Otteniamo un verde prato. Allegro, questo colore!
Aggiungiamo il bianco, ottenendo delle tinte pastello, e poi il nero, scoprendo che sappiamo comporre anche il verde oliva!!!



Puliamo pennelli e tavolozza, e passiamo a un altro secondario!

Uniamo il giallo e il rosso, questa volta. Sempre in uguale quantità.
Otteniamo un arancione molto scuro. Come colore si avvicina molto al rosso fuoco, vero?
Lo sbiadiamo col bianco. Color aragosta, color pesca scuro...
Puliamo il pennello e aggiungiamo il nero e scopriamo due diverse sfumature di... marrone!

Ritorniamo al rosso secondario e aggiungiamo un’eguale quantità di giallo primario. Questo è forse quello che chiamiamo più comunemente arancione.
Aggiungendo il bianco otteniamo il color… zucca? Mango? Mandarino?
Ma quanta fantasia abbiamo nel dare i nomi ai colori noi donne?!?
Aggiungendo un briciolo di questo colore a del bianco forse otterremmo qualcosa di simile al color carne? Provare per credere!
Passiamo poi al nero e scopriamo altre sfumature di marrone,
più calde rispetto quelle dello spicchio precedente.

Ultimo spicchio di questa porzione di ruota cromatica! Rosso secondario sommato al rosso magenta.
Scopriamo due tinte aggiungendo il bianco, e due sfumature aggiungendo il nero.

Di nuovo, puliamo tutto e passiamo all’ultimo quarto di ruota cromatica!

Uniamo blu primario e rosso primario in quantità uguali ed otteniamo il viola secondario. Aggiungiamo il bianco per avere due diverse tinte di lilla, ed il nero per due sfumature: color prugna!
Penultimo spicchio: viola secondario più blu primario.
Partiamo da quello che chiamiamo comunemente blu, e aggiungendo il bianco lo sbiadiamo ottenendo il celeste (Serenity - Spring 2016 della Pantone… si trova da queste parti, sì!!!).
Puliamo il pennello e troviamo le due sfumature aggiungendo il nero.

Ed eccoci alla fine!
Viola secondario e rosso. Partiamo da un colore abbastanza particolare.
Giuro che un maglione di questo colore, sull’etichetta riportava “color cipolla”.
Sorvolando sulle definizioni da reparto ortofrutta, procediamo aggiungendo il bianco… otteniamo delle tinte “malva”. Poi, ripartendo dal colore iniziale, aggiungiamo il nero per ottenere le due sfumature.



Ok. La nostra ruota cromatica è finita!

Abbiamo fatto un gran lavorone
e scoperto moltissime cose lavorando con i colori puri, le tinte e le ombre.

Ma ora che la ruota è completa,
possiamo anche guardarla da un’altra prospettiva.
Possiamo fare il giro della ruota focalizzando la nostra attenzione solo su una tinta,
ed immaginare le tinte intermedie fra quella che stiamo osservando e quella a lei vicina:
mantenendo la stessa quantità di bianco e modificando la percentuale dei due colori primari.


Ehi! Abbiamo fatto un gran lavoro, ma tenetevi forte che il viaggio continua!
Vi aspetto con la prossima lezione! Stay tuned!

Elisa - Creaidee

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